Il mancato arrivo di Sogliano può diventare un’opportunità per il nuovo Lecce?
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Il mancato arrivo di Sogliano può diventare un’opportunità per il nuovo Lecce?

Carlo Legittimo 16 giugno 2026

Se il mancato arrivo di Sean Sogliano fosse un’opportunità piuttosto che un ostacolo? E’ una domanda che mi sono posto e se guardiamo alla nostra storia, ci rendiamo conto che è piena zeppa di arrivi mancati che hanno dato la possibilità a chi era dietro o considerato una riserva, di emergere e far dimenticare il colpo mai arrivato.

Di solito, queste dinamiche le vediamo con i calciatori e mai con i direttori sportivi, questa volta però al centro c’è lui: Stefano Trinchera, cresciuto all’ombra di Corvino, sempre un passo indietro al gigante di Vernole, sempre in silenzio nelle conferenze, con un atteggiamento quasi remissivo che ha suscitato anche l’ilarità di molti tifosi. Corvino però gli vuole bene come ad un figlio e la sua decisione di lasciare il Lecce subito dopo la partita salvezza contro il Genoa non è casuale. Ha lasciato il presidente di fronte una scelta precisa : dare continuità al lavoro affidandosi al suo discepolo oppure intraprendere una strada più complessa cercando una figura esterna.

Sappiamo tutti come è andata con Sogliano. Se il presidente si fosse mosso per tempo, probabilmente oggi il dirigente sarebbe arrivato: avrebbe avuto modo di trovare un sostituto al Verona e lasciare tutto sistemato, senza creare problemi al futuro della squadra scaligera. Poi c’è Fabio Piluso, lo “scopritore di giovani talenti”, come Dorgu, poi volato al Manchester per una cifra mai vista nella storia del Lecce. Se fosse arrivato Sogliano, probabilmente il giovane manager sarebbe rimasto ad occuparsi ancora del settore giovanile, invece ora diventa a soli 27 anni responsabile anche della prima squadra.

Nasce un Lecce che si riscopre giovane, con tanta voglia di emergere e di fare bene, in continuità con chi ha lasciato più che con chi avrebbe potuto rifondare tutto. Non sappiamo come finirà questa nuova stagione né se queste scelte obbligate o volute, porteranno a un altro miracolo. Noi però abbiamo il dovere di crederci e di dare fiducia e serenità a chi dovrà lavorare per il nuovo Lecce. Perché a volte quando si chiude una porta si aprono due portoni, non solo uno.