
È ormai lontano il gol sotto la Curva Nord di Lameck Banda in Lecce-Genoa, che ci regalò la quarta salvezza consecutiva. Tutto il popolo giallorosso scandì il suo nome italiano, Giuseppe, come segno di affetto da parte di una tifoseria che non lo ha mai considerato un idolo, ma piuttosto un figlio adottivo.
Non è la prima volta in Serie A che un giocatore diserta il raduno perché ammaliato dalle sirene del mercato. Senza andare troppo indietro nel tempo, ricordiamo tutti la scorsa estate, quando Lookman venne corteggiato dall'Inter, che proponeva una cifra importante sia al giocatore sia all'Atalanta, proprietaria del suo cartellino. Tuttavia, per i dirigenti bergamaschi l'offerta fu ritenuta insufficiente per lasciar partire il calciatore.
Ne seguirono malumori, musi lunghi e allenamenti saltati da parte di uno dei pezzi pregiati della formazione nerazzurra. La società guidata dall'AD Luca Percassi decise di fare muro e non lasciò partire l'attaccante, che alla fine dovette tornare sui propri passi, riprendere gli allenamenti, accantonare il sogno Inter e rientrare gradualmente nel giro della prima squadra. Solo nel mercato invernale il giocatore nigeriano venne ceduto all'Atletico Madrid per 35 milioni di euro più 5 di bonus. Alla fine furono contenti tutti, o quasi, perché l'Inter rimase al palo, penalizzata da un'offerta considerata insufficiente dal club bergamasco.
Poche settimane fa, invece, è stata la volta dell'Udinese, che si è ritrovata ad affrontare la grana Zaniolo. Un punto fermo della società friulana, trascinatore e leader tecnico della squadra. Zaniolo ha saltato la prima parte della preparazione estiva presentando un certificato medico. In realtà, si è detto insoddisfatto dello stipendio e dei bonus concordati e sottoscritti già l'anno precedente, quando arrivò in Italia in prestito dal Galatasaray. Nessun'altra squadra alle sue spalle, ma soltanto una questione economica tra lui e la società. Zaniolo si è impuntato, si è dichiarato psicologicamente provato e alla fine ha ottenuto ciò che voleva.
Situazioni simili, ma comportamenti diametralmente opposti da parte delle due società: dura e inflessibile quella bergamasca, più morbida e accondiscendente quella friulana. Entrambe, però, hanno creato un precedente. In futuro, in casa Atalanta, chi oserà avanzare pretese senza rispettare i patti difficilmente otterrà qualcosa. A Udine, invece, chi punterà i piedi e chiederà di più potrebbe pensare di essere accontentato.
E il Lecce come si comporterà? Le parole del presidente Saverio Sticchi Damiani fanno pensare che verrà scelta la linea dura, proprio per non creare un precedente. Si tratta di una decisione complicatissima, in una situazione che il club non aveva mai affrontato prima. Il Lecce è a un bivio e la strada che deciderà di percorrere lancerà un segnale forte a chi, in futuro, potrebbe avanzare richieste non condivise dalla dirigenza.
Attento, Lecce: non puoi sbagliare.



