DOVE SONO FINITI I SOGNI?
LECCE

DOVE SONO FINITI I SOGNI?

Vincenzo Lao 27 luglio 2026

Il tifoso del Lecce è ormai abituato a certi discorsi: sa che difficilmente si potrà permettere il grande nome, il nome noto. Sa che è necessario fare i conti con il bilancio, con entrate ed uscite ponderate, in modo da garantire un utile al club, quanto mai necessario per la sopravvivenza.

Sa anche che quest’anno pare si sia scelta una strada diversa: per la prima volta, in 5 anni di serie A, si sceglie la continuità. Quanto meno sotto il profilo tecnico. E quindi, stesso allenatore, staff quasi identico (ad eccezione dell’assenza di Del Rosso, la cui figura è riemersa negli ultimi giorni in seguito alle parole di Danilo Veiga), blocco squadra confermato, con un anno di esperienza in più. Sappiamo quanto avere nel bagaglio un anno in più in serie A, soprattutto per calciatori provenienti da altre realtà, possa essere un vantaggio e possa farci scoprire ulteriori talenti dei nostri giocatori in rosa. Sappiamo tutto. Abbiamo imparato a capire tutto.

Eppure oggi, 28 luglio, una domanda mi assale: dove sono finiti i sogni? Questa sessione di mercato estiva sta scivolando lentamente, giorno dopo giorno, e noi tifosi proviamo a comprendere quale sia la strategia sul mercato, quale possa essere il prossimo acquisto, i profili cercati dalla nuova direzione tecnica. Ma brancoliamo nel buio, mentre l’intero contesto delle squadre italiane si muove poco e si attende di capire se per il Lecce arriveranno delle uscite importanti, a partire da Banda, per arrivare a Tiago Gabriel e Falcone.

È un momento di stallo: non è soltanto una questione economica, ma l’uscita di una di queste pedine potrebbe cambiare alcune strategie e le caratteristiche dei calciatori che si vanno a ricercare.

Insomma, il mercato è ancora lungo, il tempo per migliorare una rosa con delle mancanze c’è e arriverà, il tifoso pazienta ancora, accontentandosi delle poche notizie che filtrano e che sembrano più ammiccamenti e boutade (vedi il nome di Cavani).

Eppure nel suo inconscio pensa: è vero, non posso avere il campione, ma datemi una novità, qualcosa che mi faccia andare allo stadio prossimamente, con la curiosità di scoprire chi è veramente quel calciatore nuovo, come indossa la maglia del Lecce, le sue caratteristiche. Magari lasciatemi anche bollarlo superficialmente con un “NUMBALE®️”.

Tutto ciò c’entra non con la questione di avere fretta (e bene fa la società a non averne, se ha le idee chiare), ma con l’idea di sognare. E noi speriamo di tornare a farlo prestissimo.