
L’ANNO ZERO DEL LECCE: IL NUOVO MODELLO REGGERÀ L’URTO DELLA SERIE A?
C’è chi sostiene che questo sia l’anno zero per il Lecce: l’inizio di uno dei tanti cicli avviati dalla società guidata dal presidente Sticchi Damiani. Sarà per l’assenza di Pantaleo Corvino? Probabilmente sì, nonostante la volontà di garantire continuità interna attraverso la promozione di Stefano Trinchera a responsabile dell’area tecnica.
Ma allora perché si parla di “nuovo inizio”? Perché il Lecce ha deciso di rimettere mano al proprio modello organizzativo. Negli ultimi sei anni — cinque dei quali vissuti con Stefano Trinchera nel ruolo di direttore sportivo — la struttura tecnica si è retta sulla coesistenza di due figure chiave: il responsabile dell’area tecnica e il direttore sportivo. Oggi, però, formalmente, la figura del direttore sportivo è venuta meno.
Su Stefano Trinchera si concentrano ora il potere decisionale e l’intera responsabilità del progetto tecnico. Il suo “braccio operativo” sarà Fabio Piluso, capo dell’area scouting: una delle eccellenze del settore a livello nazionale, apprezzata e osservata con interesse anche dalle piazze più importanti delle massime serie europee.
Ma questa rimodulazione dirigenziale sarà sufficiente per reggere l’urto della Serie A? La riflessione non riguarda soltanto la costruzione della rosa durante il calciomercato estivo — dove c’è ancora molto da fare tra plusvalenze da realizzare e innesti pronti da acquistare — ma soprattutto la gestione quotidiana del gruppo.
Dagli affari di campo alla supervisione costante, dalla presenza agli allenamenti fino alla rappresentanza della società, attraverso il dirigente, nelle gare casalinghe e in trasferta: può un solo uomo bastare per sostenere l’ennesimo miracolo sportivo a cui è chiamato il Lecce?



