TUTTE LE DICHIARAZIONI DI SASA BJELANOVIC AL LECCE COMMUNITY SHOW
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TUTTE LE DICHIARAZIONI DI SASA BJELANOVIC AL LECCE COMMUNITY SHOW

Lecce Community 28 giugno 2026

Anche Sasa Bjelanovic è passato dal Lecce Community Show. L’ex attaccante del Lecce nella stagione 2004-2005 è oggi il direttore sportivo dell’NK Istra 1961, squadra della serie A croata. Con lui abbiamo affrontato tanti temi nella live di mercoledì 24 giugno.

NK ISTRA – “Sono a Pola. Abbiamo già iniziato la stagione nuova con la preparazione. In Croazia di solito inizia un po' prima rispetto all'Italia. Di solito iniziava ancora prima negli ultimi due anni. Partiamo il primo di agosto. Tra i nostri tifosi e quelli del Lecce ci sono buoni rapporti. I nostri tifosi mi hanno chiesto tramite le mie conoscenze con la gente di Lecce, con la società, di organizzare una volta un amichevole.  Ci sto provando, anche per questa preseason. So che il Lecce va in Austria. Non siamo lontanissimi, se ci fosse la possibilità giocheremmo molto volentieri. Negli ultimi anni stiamo migliorando parecchio dal punto di vista delle infrastrutture, del gioco, dei risultati. La nostra proprietà è spagnola, abbiamo la stessa proprietà del Deportivo Alaves, quindi stiamo facendo un po' un percorso diverso rispetto alle altre squadre croate. Siamo la squadra più giovane del campionato, dobbiamo puntare sempre sui giovani, cercare di valorizzarli e venderli. Questo è il nostro percorso. Dobbiamo trovare e cercare giocatori sconosciuti, economicamente disponibili e poi purtroppo venderli appena c'è la possibilità.”

I MONDIALI – “Adesso si sta giocando anche il girone nel quale avrebbe dovuto e potuto partecipare l'Italia, perché io sto guardando Bosnia-Qatar in questo momento. È veramente un po' triste vedere alcune nazionali e non vedere l'Italia qualificata.

LA CROAZIA – “Noi siamo adesso in una fase di transizione. I giocatori della generazione di Russia 2018 o di Qatar 2022 sono sempre meno. Sono rimasti Modric, Kovacic e Perisic. Gli altri sono tutti ragazzi nuovi, giovani, quindi è normale passare questo cambio generazionale. Da noi poi le aspettative sono sempre alte, sono non realistiche spesso, però comunque, a parte quello, stiamo disputando finora un mondiale mediocre, non di altissimo livello.”

BENNACER – “Ha giocato quest’anno alla Dinamo Zagabria, ha fatto vedere ovviamente cose molto importanti dal punto di vista tecnico, però ha avuto anche una discontinuità per alcuni guai muscolari e aveva anche la sfortuna di non poter partecipare alle coppe europee perché non è stato inserito in tempo nella lista. Ha dovuto giocare soltanto il campionato e per lui ovviamente non penso che sia di grande motivazione. Nelle partite che ha giocato, ha fatto vedere che comunque si tratta di un giocatore ottimo. Poi dipende tante sempre dalle motivazioni, ma si tratta ancora di un signor giocatore.”

STULIC – “Ha fatto il gol più importante dell'anno, no? Magari non ha avuto la continuità delle prestazioni, però va sempre preso in considerazione che è il primo anno in Italia di un attaccante e c’è sempre bisogno di adattarsi. Ho visto sempre che giocava e non giocava, però è un giocatore che può dare una mano.”

IL LECCE DI ZEMAN – “È stata un'annata molto bella. Ho raggiunto la squadra a metà agosto, quasi prima che iniziasse il campionato. Mi ricordo che eravamo in un posto in Puglia, penso lì sopra Bari, per fare la seconda parte del ritiro. Ho visto una squadra talmente stanca che a cena non parlava nessuno. Ho detto "Ma che cosa sta succedendo qua?" Ero un po' preoccupato perché erano tutti morti, no? Erano veramente esausti del lavoro e c’erano tanti ragazzi giovani ancora prima che iniziasse il campionato che in pochi conoscevano. Ledesma, Diamoutene, Rullo, Bojinov, Mirko Vucinic che veniva da un infortunio. Siamo partiti fortissimo, nelle prime 5-6 partite eravamo quarti, quinti, poi ovviamente c'erano alti bassi, però nel complesso della stagione era un anno bello. Abbiamo lavorato tantissimo, però quel lavoro che si faceva durante la settimana ci ripagava nelle partite. A me dispiace perché ho dovuto saltare per un infortunio gli ultimi due mesi, fu una ricaduta, e mi è dispiaciuto perché volevo esserci a tutti i costi. Giocai a Messina da titolare in un San Filippo strapieno, feci una bella doppietta e per me fu una bella esperienza quella partita. Poi la partita dopo giocammo in un Via del Mare gremito e pareggiammo. Fece un bel gol Valeri. Penso che tanti giocatori di quell’annata sono stati valorizzati e promossi a voti pieni."

VUCINIC - "Quando è rientrato Mirko io giocavo meno, però è stata veramente una bella esperienza con tutti i ragazzi per bene. Mirko debuttò da titolare proprio col Messina, quindi era la sesta di campionato e da lì pian piano è partito. In teoria lui doveva fare l'esterno per come la pensava all'inizio il mister, però Mirko non voleva correre tanto e il mister furbo ha capito che anche giocando da centravanti faceva gol lo stesso”

IL LECCE OGGI – “Penso che è difficile copiare il modo di giocare di Zeman, anche perché adesso anche le altre squadre studiano molto di più gli avversari, però a me comunque il modo di giocare di Di Francesco mi piaceva. Quando allenava il Venezia abbiamo fatto una amichevole con loro e ci abbiamo parlato. Io conosco anche Nicola Caccia, abbiamo giocato insieme. Ha avuto la sfortuna di non avere risultati a favore nelle ultime due-tre stagioni, però l'idea di gioco come mi era sempre piaciuta. Lì in avanti la differenza la fa la qualità, la fanno i soldi. Ogni tanto capita che un attaccante discreto faccia un'ottima stagione, però di solito lì in avanti fai tanti schemi, ma se non hai uno che ha la qualità di fare gol, tante cose sembrano e diventano molto più difficili.”

REBIC – “Ante Rebic quest'anno era all’Hajduk Spalato, era arrivato come un nome importante per il calcio croato in una squadra molto esigente, in una piazza molto difficile con tanti tifosi al seguito, tantissima pressione. Ha fatto bene, si è ripreso al livello di calcio croato, faceva la differenza in alcune partite, perché lo sapete anche voi che è un personaggio particolare. Quando gli gira bene è in grado di fare benissimo, però anche in grado di fare i danni, diciamo così. Non è rimasto all’Hajduk perché non ha trovato l'intesa economica e adesso per quello che ho sentito sta cercando squadra.”

BATURINA – “Baturina è un talento e ha bisogno di tanto lavoro ancora. Ha avuto un po' di difficoltà nel primo impatto con la Serie A, specialmente in quel ruolo dove in Croazia non era abituato a giocare, specialmente in fase difensiva e con Fabregas non ha giocato sempre. Penso che col tempo anche lui è riuscito a capire quello che serve per giocare in Italia e adesso è un giocatore molto diverso da quando era arrivato in Italia e ha ancora margini di miglioramento."

SASA DS – “In Italia sono cresciuto sia dal punto di vista calcistico, sia umano, anche nel mio modo di lavorare. Non dico che sto copiando, però mi ispiro a come si lavora in Italia, come lavoravano i direttori sportivi italiani. Io per fortuna ho avuto modo di lavorare veramente con ottimi dirigenti da calciatore come Corvino, Sartori e tanti altri. Loro sono un po' la vecchia scuola e io sono uno che sempre trova una via tra la vecchia scuola e la nuova, usando metodi avanzati con le nuove piattaforme e le nuove tecnologie. Qua abbiamo un budget molto limitato, quindi siamo i maestri della improvvisazione. Dobbiamo inventarci delle cose. Noi spendiamo a lordo per la squadra sui 2,5-3 milioni di euro all'anno, per gli stipendi dei giocatori, quindi è insomma è un livello di una serie C medio-alta classifica a livello gestionale, non a livello di talento, ma di prezzi. Qui trovi giocatori che giocano ancora per 3-4000 euro e sono molto bravi e forti.”

LA GIOVANE CROAZIA – “Ci sono Sucic del 2003, Baturina, Gvardiol del 2002, Vusković del 2007, Matanovic, Musa. Sono sempre un po' scettico perché prima o poi purtroppo svanisce il talento, però mi stanno danno torto perché comunque abbiamo veramente delle risorse. Io non so da dove escono, però stanno uscendo in continuazione i talenti ed è la nostra fortuna quella. Sui settori giovanili non si fa molto di diverso rispetto all'Italia. Qui ancora tanti ragazzi hanno fame di successo e non si accontentano di poche cose. Forse a volte sembra un po' troppo da presuntuosi, però per farvi capire se non giochi nella Juventus ti dicono “Vabbè” e quindi alzano molto alta l’asticella, poi magari se non arrivi alla Juve vai a giocare in una squadra medio-bassa di Serie A che va benissimo lo stesso.”

QUELLA TRATTATIVA COL LECCE – “Ero in contatto con il direttore Corvino per alcuni giocatori quando c’era Giampaolo. Lo conosco perché era mio allenatore e con lui e il suo vice stavamo parlando di un difensore centrale che adesso è andato all’Alaves, un giocatore molto bravo e però non si è riuscito a fare niente. Il Lecce cercava, penso a gennaio, un profilo di quel tipo e stavamo parlando con col mister così gli avevo proposto di dare un'occhiata a Ville Koski, un 2002 finlandese. Sono quelle operazioni da Corvino che non costano tanto e che ti fanno la plusvalenza. Io poi dicevo sempre anche a loro: “Ci devo mettere la faccia perché se do un giocatore al Lecce che fa male, dopo come mi faccio a presentare a Lecce?””

IL RITORNO A LECCE E IN ITALIA? - “È il mio quinto anno qua a Pola. Mi piacerebbe venire magari tramite qualche amichevole o altrimenti devo aspettare qualche sosta un po' più lunga per venire giù. È un mio desiderio di venire un giorno in Italia, non ho fretta, sinceramente perché qua sto bene, la mia famiglia sta bene, sto lavorando in un gruppo, in una società seria, una proprietà spagnola che comunque fa le cose per bene. Sto imparando bene, faccio la gavetta, ma il mio desiderio è quello di venire a lavorare in Italia perché conosco la mentalità. Si può trovare il posto magari non subito nel ruolo principale, Prima di qui ho lavorato all’Hajduk Spalato per tre anni, un ambiente paragonabile un po' al Napoli.”

MODRIC “Luka è un mio amico, siamo di Zara, della stessa città, ci conosciamo bene. Con Panama ha fatto la duecentesima presenza con la nazionale, un traguardo importantissimo che in pochi sono riusciti a fare. Per me è il miglior giocatore croato di tutti i tempi e poi è di Zara”

I SALUTI A LECCE  - “Saluto tutti i tifosi del Lecce. È veramente bello sentire ancora questo affetto della gente. Sono stato orgoglioso di aver indossato quella maglia e di averla spero onorata perché non ero un calciatore, molto bello da vedere, ma cercavo di dare sempre il meglio di me per la squadra dove giocavo. Penso che ho lasciato un buon ricordo.”